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Il 4 settembre si è svolto a Sportilia il 2° raduno degli Arbitri della Sezione di Cesena
di Stefano Tordi
Cesena, 15 Settembre 2005
SPIGOLATURE DAL RADUNO SEZIONALE DI SPORTILIA
Domenica 4 Settembre 2005, ore 8.25; a chi si fosse trovato a passare davanti alla Sezione A.I.A. di Cesena, si sarebbe presentato uno spettacolo inconsueto, oltretutto in un giorno e ad un’ora in cui ai più (me compreso!) piace rimanere tra le lenzuola: una marea di persone, accomunate dagli occhi tenuti aperti a fatica (perché, si sa, il Sabato sera va comunque "santificato"!), ma ugualmente allegre e simpaticamente vocianti. Perché?
E’ presto detto: per il secondo anno consecutivo, la nostra Sezione ha organizzato il Raduno di apertura della stagione nel Centro Sportivo di Sportilia. La partenza era fissata alle ore 8.30 precise: in proposito, eravamo stati (bonariamente, s’intende!) avvertiti che chi sarebbe arrivato alle 8.30.10’’ avrebbe visto "solo le sgommate delle ruote"; ma, "Clamoroso al Cibali", proprio chi ci aveva esortato alla puntualità arriva alle 8.35: ma è in dolce compagnia, e quindi noi capiamo… e perdoniamo!
Negli Anni ‘60, un medico della N.A.S.A. mise a punto un test standardizzato per valutare la capacità aerobica: 12 minuti di corsa continua in una pista di atletica, ad ogni giro della quale andava ripetuta una particolare frase al medico stesso, affinché egli (oltre a misurare la distanza percorsa) potesse verificare anche la lucidità del corridore. Nasce così il test che prende il nome dal suo ideatore, il Dott. Kenneth H. Cooper.
Da allora sono passati molti anni, ma il Test di Cooper – sebbene sia considerato da alcuni ormai antiquato – rimane comunque ancora in voga, anche nella nostra Associazione. Infatti, il programma della giornata prevede, per gli Arbitri dell’Organo Tecnico Sezionale (o "Periferico", secondo la vecchia denominazione), tanto per incominciare, proprio i test atletici: oltre ai 50 metri piani, c’è proprio il Test di Cooper (anche se, in realtà, l’A.I.A. prevede che quest’ultimo si svolga in modo non esattamente canonico: viene cioè cronometrato il tempo impiegato per percorrere la distanza di 2800 metri, ma poco cambia!).
Quest’anno, la preparazione è stata svolta accuratamente: siamo stati seguiti da Teodoro Magno (Referente della F.I.D.A.L. per l’Emilia-Romagna), progredendo in modo da lui stesso considerato sorprendente: ci ha detto di stare tranquilli, che avremmo superato i test "con un filo di gas"; sarà, ma il Cooper incute sempre un certo timore, cui io – che per tanti anni ho sostenuto i test specifici per Assistenti Arbitrali – non sono estraneo.
Dopo un adeguato riscaldamento, svolto sotto qualche nuvola dal colore poco rassicurante (tranquilli: non pioverà!), apprendiamo che Cristian Rossi vorrebbe farci correre prima i 50 metri, e poi il Cooper: ritengo che sarebbe meglio il contrario, e lo faccio presente: del resto, sono in buona e nutrita compagnia, e così il nostro "Mister" è convinto "a furor di popolo"!
Ormai ci siamo; il gruppo viene diviso in due batterie: io correrò nella prima. Il Presidente ci chiama uno a uno: un vero e proprio appello. Tra poco comincerà il mio primo Cooper dopo otto anni. Ripenso a quelli precedenti: ai sette giri che non finivano mai; ai rettilinei interminabili, quando per andare avanti dovevo pensare che poi, per un anno intero, non avrei più dovuto sottopormi a tale supplizio; a tutte le volte che, stravolto al termine della prova, mi ero ripromesso di allenarmi "per il verso" durante tutto l’anno, per cercare di soffrire un po’ di meno al test dell’anno seguente. Mentre i ricordi si affastellano l’uno sull’altro, a tutti viene assegnato un numero identificativo; diversamente da alcuni altri, ho la possibilità di scegliere il mio; opto per il "20": i non giovanissimi ricorderanno che era il numero di Paolo Rossi nell’ormai lontano "Mundial" nel 1982. Non l’avrei mai detto, ma va a finire che sono un pizzico scaramantico anch’io!
Si parte, e mi ritrovo subito in testa, a tirare il plotone, senza riuscire a percepire se il mio passo sia adeguato o meno: mi incoraggia il fatto che non ci sia nessuno che mi superi, né che si stacchi: decido di continuare a questo ritmo fino alla fine del primo giro, che mi servirà da punto di riferimento. Chiudo in 1’40’’: il passo è quello giusto, ma è dura!
Si aggregano a noi Filippo Giorgetti e Fabio Fioravanti, per fare la prova generale del test che dovranno sostenere a breve presso il loro Organo Tecnico: il loro ritmo è sostenuto, probabilmente un po’ troppo per me: così, mio malgrado, devo lasciarli andare.
Continuo del mio passo: dietro di me il gruppo si allunga, ma ho l’impressione che gli allenamenti organizzati dalla Sezione al Campo Sportivo di Case Gentili siano stati proficui: non ci sono "crolli", nessuno si arrende, neanche coloro che, man mano, vengono doppiati: sfilandoli, vedo palpabile la loro fatica: per me è dura, ma so che per loro lo è ancora di più.
Chiudo in 11’58’’: sono soddisfatto, ma non più degli altri, non più di Giuseppe Merloni e Ivan Braghittoni, ad esempio, che sono arrivati, esausti, mano nella mano. Al di là del tempo ottenuto, tutti siamo contenti perché sappiamo di aver dato tutto ciò che potevamo.
Parte la seconda batteria, sempre sotto gli occhi attenti di Ivo Zavalloni: Marco Moretto, mutuando un’espressione del gergo ippico, "fa corsa di testa": parte primo, rimane sempre davanti a tutti e chiude in testa: e bravo Moro! Per me – ma penso anche per te – è stato faticoso ma, soprattutto, gratificante "pilotare" le due batterie, suggerendo così un ritmo costante anche agli Associati meno esperti. Anche questa volta, la "vecchia guardia" non ha tradito!
Daniele è soddisfatto. Da quest’anno, il Regolamento dell’A.I.A. sarà molto severo in merito ai test atletici: il Presidente non lo può dire, ma sono sicuro che, nel giudicare l’esito di ciascuno, avrà negli occhi più l’impegno profuso da ciascuno, che il mero riscontro cronometrico.
E’ ora la volta dei 50 metri. Si parte in gruppi di tre; si ride e si scherza, si commentano le prove (peraltro soddisfacenti) degli altri Associati, in attesa del proprio turno: lo scoglio più ostico, in fondo, era il Cooper, che è ormai alle spalle.
Possiamo finalmente andare a fare la meritata doccia: fino al prossimo anno, il Dott. Cooper non farà più paura!
Nel frattempo, al gruppo degli Osservatori Arbitrali sono state date le istruzioni per la compilazione della loro Relazione, modificata sensibilmente rispetto al passato: la loro riunione si è tenuta nella tribuna (davvero imponente!) dello Stadio, mentre gli arbitri sostenevano i test atletici.
Stesso luogo, altra riunione: dopo i test, il Presidente tiene a rapporto gli Associati dell’Organo Tecnico Regionale e degli Organi Tecnici Nazionali. Egli ha ricordato loro che essi potranno sempre contare sulla Sezione, che si impegna a compiere un investimento convinto su ciascuno di essi; Daniele Lambertini, inoltre, li ha esortati a sentirsi protagonisti della crescita della Sezione, per la quale sarà imprescindibile il loro impegno associativo.
Si pranzerà alle 13.15: abbiamo, quindi, un’ora abbondante per dare un’occhiata al complesso che ci ospita, presso la quale tutti gli Organi Tecnici Nazionali tengono i rispettivi raduni pre-campionato; c’è anche il tempo per scambiare qualche battuta con gli altri ospiti della struttura: da segnalare – anche se non c’erano dubbi al riguardo! – il particolarmente gradimento ottenuto dalle calciatrici dell’Imolese.
Mangiamo, e mangiamo bene. Il pranzo comincia con verdure a buffet… Niente paura: gli spiacevoli inconvenienti riscontrati in occasione della cena nell’ambito del "Memorial Giancarlo Pavirani", peraltro dovuti a motivi organizzativi del tutto indipendenti da qualsivoglia responsabilità sezionale, sono solo un lontano ricordo. Forse, anzi, mangiamo fin troppo bene! Daniele è un po’ preoccupato: il pranzo concordato col gestore era un po’ più parco: "Non è che ci sia poi da pagare qualche extra ?!". Si vedrà… Intanto, nel dubbio, "spazzoliamo" tutto.
Alle ore 13.58 un cospicuo drappello si alza e si allontana dai tavoli: "C’è anche il dolce!", dice il "Pres"… Non ti preoccupare, Daniele… figurati se ce lo perdiamo! Però c’è la partenza del Gran Premio d’Italia di Formula 1: bastano, però, pochi minuti per capire che, anche a Monza, per la "Rossa" non ce n’è; possiamo gustarci il dolce.
E’ il momento della prima Lezione Tecnica della stagione, tenuta nella Sala Conferenze della struttura. Il Presidente ricorda alcune norme comportamentali (indispensabili per agevolare il compito di chi opera nell’interesse di tutti gli Associati) e presenta il nuovo Consiglio Direttivo Sezionale: le variazioni rispetto la passata stagione sono minime (del resto… "Squadra che vince non si cambia"!): Roberto Casadei ha preferito lasciare il Consiglio per trascorrere quello che lui stesso ha definito un "anno sabbatico"; Gian Paolo Travini, invece, per questa stagione sarà Collaboratore del C.R.A. per quanto riguarda il Calcio a 5. Sono invece confermatissimi, oltre al Vice-Presidente Marco Moretto, i Consiglieri Luca Brenda, Ivo Zavalloni, Cristian Rossi, Paolo Zanoli, Fabio Casadei, Giuseppe Merloni e Fabrizio Ricciardi, mentre Alberto Arienti e Tommaso Brasey vengono "promossi" da Referenti a Consiglieri.
Infine, Christian Brighi ha illustrato le principali novità regolamentari previste dalla Circolare N° 1. Con ordine e in estrema sintesi:
Nell’ambito della definizione della posizione di fuorigioco, occorre verificare se qualunque parte della testa, del corpo o del piede del calciatore sia più vicina alla linea di porta avversaria rispetto al pallone e al penultimo difendente. Le braccia (con cui un calciatore non può giocare il pallone, salvo il caso del portiere nella propria area di rigore) non sono incluse in questa definizione.
Per quanto riguarda la definizione degli elementi che determinano la partecipazione attiva al gioco (ovvero la punibilità), va rilevato che, come previsto, è stato ufficializzato quanto anticipato dal sottoscritto e da Franco Zanelli nella Lezione Tecnica da noi tenuta sulla Regola 11 lo scorso 7 Marzo.
Per quanto riguarda l’esecuzione di un calcio di rigore, occorre rilevare che, da adesso, nel caso in cui un compagno del calciatore incaricato del tiro (prima che il pallone sia in gioco) entri nell’area di rigore o vada a posizionarsi davanti alla linea del punto di rigore o si avvicini al pallone a meno di 9,15 metri, l’Arbitro – qualora il pallone non entri in porta – interromperà il gioco e lo riprenderà con un calcio di punizione indiretto a favore della squadra avversaria. Sempre nell’ipotesi in cui il pallone non sia entrato in porta, ma nel caso in cui sia stato il calciatore incaricato del tiro (prima che il pallone fosse in gioco) ad infrangere le regole, l’Arbitro si regolerà nella medesima maniera.
In merito alla rimessa dalla linea laterale, invece, viene codificato il fatto che tutti i calciatori della squadra che non ne usufruisce debbano trovarsi almeno a una distanza di due metri dal punto in cui viene effettuata la rimessa stessa.
Il raduno sta per terminare… Manca qualcosa? Yes, of course! L’immancabile sfida a calcetto, arbitrata da un Luca Bianchini davvero molto professionale.
Le premesse per una stagione di successi sono state gettate: sta a ciascuno di noi avere la determinazione necessaria per raccogliere i frutti che sapremo meritarci.
In bocca al lupo a tutti!