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Francesco Taioli e Filippo Giorgetti alla CAN/D, Franco Zanelli alla CAN/C
di Stefano Tordi
Cesena, 18 Agosto 2005
Riflessi dalla "cena dei promossi"
Eravamo ancora a tavola quando il nostro webmaster, Alberto Arienti, mi chiede di fare un articolo sulla serata; accetto con piacere: mi piace, di tanto in tanto, dilettarmi con carta, penna… e Word.
Andiamo con ordine. E’ Giovedì 4 Agosto e una nutrita rappresentanza sezionale è al Ristorante “Due ponti” di Sala di Cesenatico per festeggiare i passaggi che tre nostri Associati hanno raggiunto nell’ambito degli Organi Tecnici Nazionali. Mi viene in mente che mi era stato anche affidato il compito di redigere l’articolo concernente il raduno che la Sezione aveva organizzato all’inizio della scorsa stagione a Sportilia, ed è per me come chiudere un cerchio: lì si erano gettate le premesse, oggi si raccolgono i frutti.
Chi sono i festeggiati? Nell’ambito del C.R.A., Filippo Giorgetti e Francesco Taioli sono stati promossi, in qualità di Arbitri Effettivi, ad un non meglio precisato “Organo Tecnico Superiore”. Dopo l’iniziale perplessità, l’arcano è presto spiegato: in extremis, l’A.I.A. ha deciso di ripristinare, a dire il vero un po’ a sorpresa, il “Ruolo Scambi”; esso consentirà agli Arbitri neo-immessi a livello nazionale di arbitrare gare di Promozione ed Eccellenza in varie Regioni d’Italia, per permettere loro di arrivare alla Serie D più consapevoli delle diverse realtà presenti nelle diverse latitudini del Belpaese. Filippo e Francesco si sono dimostrati preparati e maturi, anche nel sostenere la pressione causata dalla presenza delle telecamere del reality “Campioni”, non annacquando mai il loro modo di essere. Possono e devono essere orgogliosi di quanto sono riusciti a realizzare: un pizzico di amarezza per il fatto che il debutto in Serie D arriverà un poco più tardi del previsto non deve guastare questo momento.
Nell’ambito della C.A.N. D, invece, Franco Zanelli è stato promosso, in qualità di Assistente Arbitrale, alla C.A.N. C. Questa sera, però, Franco non sarà dei nostri: sua moglie è stata ricoverata all’Ospedale, a causa di un malessere che da diverso tempo si ripropone periodicamente. Franco, ovviamente, ha scelto di rimanere al suo fianco.
Franco, per me, è davvero speciale: è la persona con cui ho convissuto quasi simbioticamente le ultime due stagioni; 57 gare in giro per l’Italia, l’occasione di osservare scorci di vita del nostro Paese che, forse, diversamente non avremmo mai potuto conoscere: tante avventure e qualche disavventura, sempre a lieto fine. Da parte sua, in più, l’enorme pazienza nel sopportare:
la mia cronica lentezza nel far la doccia;
la mia borsa, sempre piena di tutto e di più (perché: “Non si sa mai: potrebbe sempre servire!”), che – tra mille peripezie – siamo sempre riusciti a sistemare, con abili giochi di incastri, nel bagagliaio;
il fatto di essere sempre, perennemente, contro sole; superfluo aggiungere che, nei casi in cui il sole era coperto, i raggi solari sarebbero stati di fronte a me.
Per le tante occasioni, sui campi e non solo, in cui sono stato al suo fianco, posso assicurare che il passaggio alla C.A.N. C è stato il giusto riconoscimento alle sue capacità. Durante il viaggio che dalla Sezione (luogo in cui l’allegra comitiva si è ritrovata) ci porta al Ristorante, gli telefono: le condizioni di sua moglie sono in netto miglioramento; sento Franco fiducioso, anche se comprensibilmente non ancora del tutto tranquillo. Possiamo affrontare la serata in modo più sereno, senza però dimenticare chi non ci può essere.
Ci accomodiamo al tavolo a noi riservato. Siamo davvero in tanti; non voglio neanche provare a stilare un elenco: mi dimenticherei certamente qualcuno, e mi dispiacerebbe. Mi ha però colpito il fatto che, oltre all’attuale Presidente di Sezione, Daniele Lambertini, fossero tra gli altri presenti i suoi ultimi tre predecessori: Gaetano Fabbrocini, Paolo Zanoli e Cesare Marani, a testimoniare che i frutti raccolti oggi non ci sarebbero stati se tanti non avessero lavorato (e bene!) in passato.
Francesco e Filippo, oltre che ottimi Arbitri, si sono rivelati anche perfetti organizzatori della cena, a cominciare dalla scelta del menu: una sfida per chi, come me, intenzionato a diradare un po’ gli allenamenti, vorrebbe cominciare a controllare con attenzione quello che mangia.
Accanto a me sono seduti Alberto Arienti e Fabio Fioravanti, mentre di fronte ho un quartetto di tutto riguardo: Fabbrocini, Marani, Zanoli e Roberto Casadei. Fabio ha il problema opposto al mio: ne ho conferma quando, alla terza porzione di strozzapreti (ottimi!), con disarmante naturalezza mi chiede se potevo passargli i rimasugli di una fiamminga accanto a me: obbedisco!
E’ la volta delle tagliatelle al ragù… molto ragù: un pericolo per la mia maglia candida: mi viene la tentazione di tornare indietro negli anni e di usare il tovagliolo a mo’ di bavaglino: ho un po’ di remore al riguardo, ma un commensale mi precede, cancellandole. Le tagliatelle sono troppo buone: decido così di rimandare i miei buoni propositi ai secondi. Del tutto inutile: qualcuno si accorge che il mio piatto è vuoto, e subito lo riempie; Luca Brenda mi dice che anche per me è arrivata l’ora di “mettere su un po’ di pancetta” (spero di no!); Ivo Zavalloni se la ride… Ma si, giusto così! Mi sa che dovrò accettare l’invito di Fabio: andare a correre, come sempre, con lui, Taioli e Marco Fuschillo; con un dubbio: riuscirò a star loro dietro?
La tavolata è allegra. Tra una portata e l’altra, si parla del più e del meno, ma soprattutto dell’A.I.A., anche perché in giornata sono state ufficializzate le nomine della Commissione Arbitri Nazionale Dilettanti (il cui Commissario sarà il fiorentino Matteo Apricena) e dei Presidenti dei vari C.R.A.: in particolare, per quanto riguarda l’Emilia-Romagna è stato scelto il riminese Pierpaolo Ghinelli, tra l’altro relatore della Lezione Tecnica tenuta nella nostra Sezione lo scorso 21 Marzo: a tutti loro in bocca al lupo!
Prende il sopravvento l’incontenibile eloquio di Roberto Casadei (ne dubitavate?); dopo i nostri fatalmente vani tentativi di arginarlo, si alza una voce provvidenziale: “Brindisi per i festeggiati!”: d’incanto, l’allegro vociare si interrompe e si alzano i calici. Oltre a questo, a nome del Consiglio Direttivo Sezionale viene consegnata una medaglia ai promossi, a ricordo della serata.
E’ stato bello: Filippo e Francesco erano davvero contenti. Sanno che le loro capacità, da sole, non sarebbero state sufficienti senza gli sforzi che giorno dopo giorno hanno dovuto fare; stasera hanno cominciato ad assaporare il risultato del loro lavoro. Li conosco: so che hanno la testa sulle spalle; sono riusciti a salire di un gradino, ma sanno che la scala ne ha ancora tanti altri.
Mentre scrivo, mi vengono in mente altri Arbitri, che giorno dopo giorno ho visto allenarsi, faticare e crescere, ma che, per vari motivi, non sono riusciti a raggiungere l’obiettivo che si erano prefissati. Se continueranno a impegnarsi, a vivere la loro attuale (e comprensibile) delusione come occasione di crescita, molto probabilmente raggiungeranno l’obiettivo all’occasione seguente, ma con una differenza: saranno ancora più forti, perché l’esperienza vissuta li avrà temprati. Ma, non voglio nascondermelo, il rischio è che “mollino”: che fare?
Ricordo una pagina de “Il piccolo Principe”, un libro per bambini che, però, si comprende appieno quando si è adulti. Recita:
“Se sei il responsabile di un gruppo di uomini e vuoi che costruiscano una barca, non riuscirai a convincerli se chiederai loro di andare nella foresta, tagliare dei tronchi, trasportarli in riva al mare, assemblarli e cospargerli di pece, realizzare la barca e metterla in mare; otterrai invece il tuo intento se farai crescere in loro la passione per il mare: saranno loro stessi a chiederti di poter costruire una barca.”.
Cosa significa? Se saremo capaci di coinvolgere gli Associati, di far loro desiderare di raggiungere sempre nuovi orizzonti, di far loro comprendere la ricchezza che il “fare Associazione” può dare, saranno loro stessi a voler mettersi in gioco e a dar fondo alle loro energie per realizzare le proprie aspirazioni.
Io ho tanta passione per il mare…