AIA Sezione di Cesena


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Diario Simone 2

Articoli

Diario di un mercoledě di coppa londinese 
di Simone Starnini

Londra, 26 marzo 2006

Seconda puntata del "diario da Londra" dell' O.A. Simone Starnini

Sarebbe stato un normalissimo venerdi’ di lavoro, mille cose da finire entro sera e due telefoni che non smettono di squillare. Stavolta pero’ e’ un piacere. E’ Billy Field, responsabile vendite di un fornitore, che mi invita nel loro settore privato a Stamford Bridge per il quarto di finale di FA cup Chelsea-Newcastle il mercoledi’ successivo. Stento a crederci e gli dico subito che ci saro’, prendiamo accordi e ci salutiamo.
Il giorno della partita ho appuntamento con Billy alle 18:30, piu’ di un’ora e mezza prima del fischio d’inizio, in un pub molto vicino allo stadio. Il dress code e’ formale, e non mi e’ chiaro perche’ sia richiesto, mica devo arbitrarla io la partita. In metropolitana raggiungo Fulham Broadway, assieme a migliaia di tifosi, ma sono l’unico in giacca e cravatta, oltre ad essere l’unico straniero. Non mi stupisce che i tifosi gia’ alticci mi riservino sguardi interlocutori.
Incontro Billy al pub, strapieno di “Blues” che gentilmente (a suon di ceffoni) invitano i piu’ giovani ad unirsi ai loro canti propiziatori.
Andiamo verso la tribuna e la gente comincia a diradarsi, c’e’ molta piu’ polizia e spunta qualche altra cravatta. All’ingresso consegnamo il biglietto elettronico e l’ambiente sembra tutto meno che uno stadio. Fra rifiniture in marmo italiano, statue e monitor al plasma, mi colpisce la targhetta di una sala della tribuna vip, la “Zola Room”. Il mio orgoglio di italiano e’ soddisfatto e procedo per il ristorante.
Una ventina di tavoli in un ampio salone insolitamente silezioso ed elegante, un’ottima cena a base di pesce che scorre veloce mentre si parla di lavoro con Billy e due suoi colleghi. I bookmakers passano dal tavolo a raccogliere le scommesse, e siamo a dieci minuti dal calcio d’inizio. Ci alziamo, li seguo verso una porta blu, e a mano a mano che mi avvicino si sente sempre piu’ nitido il tipico rimbombo della folla nello stadio. La porta blu collega il ristorante direttamente alla tribuna, e la mia gratitudine verso Billy aumenta quando vedo i posti, centralissimi, sedili imbottiti e rivestiti (comincio ad avere una certa eta’) e impianto di riscaldamento nella tettoia sopra di noi.
Lo spettacolo e’ emozionante: quarantamila persone che cantano, un manto che sembra un biliardo e lo speaker che annuncia le squadre che stanno scendendo in campo. Col telefonino mando messaggi a tutti gli amici sperando di farli morire d’invidia. Uno mi risponde dicendo che e’ in vacanza a Cuba, glisso e guardo gli altri sms, quasi tutti stanno guardando la stessa partita in diretta su Sky.
Come tutti gli arbitri inglesi che ho visto finora, anche questo Steve Bennett e’ calvo (ma per gli arbitri e’ oramai un pregio) magrino, e vecchiotto. Penso che anche senza l’allenamento dei tempi migliori, questo non mi starebbe dietro, e invece riesce sempre a fischiare da vicino. Sara’ un mago dello spostamento.
Quattro minuti di gioco e John Terry gonfia la rete del Newcastle girando al volo un pallone rasoterra proveniente dal calcio d’angolo, e viene giu’ lo stadio. La curva dei Blues e’ un incessante “Come on Chelsea, Come on Chelsea”, che rapidamente si estende a tutti gli altri settori.
Non ci sono reti di recinzione ed il campo e’ li’, vicinissimo. Forse e’ anche per questo che mi meraviglia la velocita’ del gioco, dei tocchi, degli spostamenti, dei movimenti senza palla. Gli esterni percorrono le fasce in continuazione, in difesa e in attacco, le punte incrociano e si scambiano spessisimo, cercando di leggere il passaggio in profondita’. Si’ certo, i nomi dei giocatori sono Drogba, Ricardo Carvalho, Lampard, Gudjohnsen, Shearer, Babayaro, Emre, tutta gente che ci sa fare con il pallone, ma lo spettacolo lascia senza parole. Le squadre giocano a ritmo forsennato, ci sono numerosi contatti che ogni arbitro italiano fischierebbe, ma non il signor Bennett che si sbraccia come a dire: “avanti, continuare”, ed i giocatori lo accettano. Alla fine fischiera’ 36 volte, niente male per una partita sentita e combattuta fino alla fine. Solo Mourinho sembra avere qualcosa da ridire contro l’arbitro, alzandosi ed agitandosi nell’ormai leggendario cappotto blu, ma questo non fa quasi piu’ notizia.
Fra il primo ed il secondo tempo si torna al nostro tavolo oltre la porta blu, giusto in tempo per godersi un po’ di calduccio, un assaggio di formaggi e marmellate ed una tazza di the caldo.
La ripresa registra l’ingresso di Crespo, molte occasioni ma nessun altro gol. Billy ha scommesso 10 sterline su John Terry ultimo marcatore della partita, e anche se il 2-0 lo farebbe stare piu’ tranquillo, comincia a pensare che questa lieve sofferenza val bene le 120 sterline che vincerebbe. Al termine della gara un’altra tazza di the caldo al tavolo, Billy che riscuote, ancora due chiacchiere sulla partita e sul lavoro e ci si saluta.
Nel viaggio in metropolitana verso casa penso che da quella serata ci sarebbe potuto scappare un articolino per il sito della sezione, e penso che non sarebbe male andare ancora a Stamford Bridge con qualcuno di voi...se poi quel qualcuno sara’ anche l’arbitro della gara, ancora meglio!
A presto
Simone Starnini

 

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