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Il secondo memorial "G.Pavirani" si è disputato a Bellaria dal 9 al 10 giugno
di Alberto Arienti
Cesena, 15 giugno 2007
Quinto posto per la nostra rappresentativa sezionale: battuta ai calci di rigore la sezione di Bologna nella finalina per il 5° e 6° posto
Sotto la regia del nostro instancabile e onnipresente presidente Lambertini, il secondo memorial “G. Pavirani” va in archivio con il massimo dei voti. L’ ente di promozione turistica Verdeblù di Bellaria ha diretto tutte le operazioni logistiche e organizzato i punti di ristoro nella massima efficienza, a conferma del fatto che nel settore turistico noi romagnoli non siamo secondi a nessuno.
Dai campi di gioco, ci è pervenuta la conferma dai nostri “stewart” che tutte le gare sono state disputate all’ insegna del far-play, anche se non è mancato l’ agonismo però mai sfociato in mancanza di rispetto per l’ avversario e per le terne che hanno portato a casa tutte le gare senza dover affrontare situazioni di particolare difficoltà.
Purtroppo la squadra della nostra sezione ha mancato l’ obiettivo sperato, che sarebbe stato alla sua portata se non fosse che nella gara inaugurale, i primi cinque minuti (di vera follia) hanno segnato il nostro destino. Dopo una trentina di secondi dal calcio d’ inizio ci siamo fatti infilare: un lancio proveniente da metà campo ha scavalcato la nostra difesa, nell’ occasione immobile, e per il loro attaccante spingere il pallone in rete a tu per tu con il nostro estremo difensore (colui che vi scrive) è stato un gioco da ragazzi. Neanche il tempo per renderci conto di cosa fosse successo che al secondo affondo Filippo Giorgetti si deve immolare per stendere, al limite dell’ area di rigore, il loro centravanti lanciato in una chiara occasione da rete. Il rosso è inevitabile, e ci troviamo in inferiorità numerica, sotto di una rete e poco più di una ventina di minuti a disposizione per rimediare la frittata. Come purtroppo quasi sempre accade in situazioni di difficoltà, la nostra squadra sbanda, ognuno cerca la soluzione personale, e questo in pochi minuti ci porta a subire la seconda rete. Ci guardiamo increduli, a soli quindici minuti dal via del torneo, il nostro destino potrebbe già essere tracciato.
Nel tempo che rimane accorciamo le distanze e ci creiamo pure un’ occasione per pareggiare, ma francamente per il gioco espresso sul campo e per le occasioni sprecate dai nostri avversari, il pareggio non sarebbe stato il risultato più giusto.
Nella seconda gara scendiamo in campo con la consapevolezza di non poter più perdere punti, e che nemmeno due vittorie sarebbero state sufficienti a garantirci la testa del girone, condizione imprescindibile per poter accedere alla griglia dei primi quattro posti.
Entriamo in campo determinati e teniamo costantemente il pallino del gioco in mano, l’ avversario di turno, la sezione di Isernia, non oppone particolari resistenze e ci portiamo sul due a zero ancor prima che potessero varcare la nostra metà campo. I secondi quindici minuti di gara sono il concentrato di tutto quello che non avremmo voluto vedere: tutti in cerca della gloria personale, chi appropriandosi di calci di punizione da battere, piuttosto che puntare a testa bassa verso la porta avversaria ignorando i compagni al proprio fianco. Questa follia viene presto “ripagata” con un paio di incursioni dei nostri avversari che guadagnano metri e al primo minuto di recupero accorciano le distanze costringendoci a giocare il secondo minuto di recupero col la lingua di fuori.
Finisce fortunatamente due a uno per noi, ma le energie sprecate inutilmente sono veramente tante.
Pausa di mezzogiorno e tutti all’ hotel Adria di Bellaria, dove il nostro “squalificato” Filippo e la sua famiglia ci accolgono per rifocillarci in vista dell’ ultima fatica del pomeriggio.
La prima gara pomeridiana del nostro girone, vede in campo Battipaglia contro Modena. L’ incontro finisce tre a uno per i campani e a questo punto siamo già fuori dai giochi perchè il regolamento, a parità di punti tra due squadre, tiene conto del risultato nello scontro diretto.
Serpeggia però tra di noi la voce (inesatta ma utile al morale) che il primo criterio di passaggio a pari punti siano i punti disciplina, e questo ci tiene aggrappati ad un filo di speranza e ci aiuta a scendere in campo con il piglio giusto e vincere la terza e ultima gara della fase a gironi. L’ avversario è Modena che ha appena incontrato Battipaglia e di conseguenza sappiamo, avendo assistito alla partita, che l’ ostacolo non è dei più temibili. Ma siccome siamo maestri nel complicarci la vita, dopo essere passati subito in vantaggio ricomincia la fiera del “fai da te”, e i tre pali colpiti dai nostri, non sono un buon motivo per evocare la sfortuna, ma solo il frutto del nostro ostentato individualismo. Il due a zero arriva allo scoccare del secondo ed ultimo minuto di recupero. Abbiamo fatto, bene o male, il nostro dovere ma solo dopo trenta minuti le nostre speranze residue di conquista del primo posto lasciano spazio alla delusione: Battipaglia batte Isernia e il sogno svanisce definitivamente.
Insieme al sogno, il giorno dopo svaniscono anche alcuni dei nostri, che non si presentano sul campo di gioco a disputare la fase finale per la conquista del quinto posto. Questa è la nota più stonata del torneo, è la dimostrazione che ci sono persone che stanno al gioco solo quando la posta in palio è di loro gradimento, e le ventidue persone presenti giovedì a Villa Silvia per l’ amichevole contro il Cesena, al cospetto dei quattordici superstiti di domenica mattina a Bellaria, sono un chiaro segnale che dobbiamo ancora lavorare sulla mentalità delle persone.
Ma facciamo un passo indietro per parlare della serata di sabato, dove la cena servita a buffet sulla spiaggia al “Polo Est”, è stata a dir poco spettacolare. Portate ottime e abbondanti, tanti amici in festa seduti intorno a tavoli imbanditi, canti, cori e “dediche” per le gare del giorno successivo. Si è così andati avanti fino all’ una di notte quando l’ ultima sezione, quella di Isernia, si è alzata da tavola. Quella è stata l’ ultima volta che abbiamo avuto notizie di loro in quanto il giorno successivo non si sono visti sul campo di gioco e alle premiazioni.
Il presidente Lambertini, da grande trascinatore qual’ è, ha impugnato il microfono e condotto la serata con la freschezza e la spontaneità di sempre, riscuotendo il consenso e gli applausi degli oltre trecento commensali.
La domenica mattina, come già detto, siamo contati ma entriamo in campo contro Campobasso con un’ altra mentalità, la palla gira e la qualità del nostro gioco decolla. Le uniche sbavature sono dettate dagli avvallamenti (per usare un eufemismo) del terreno di gioco, e da un falso rimbalzo del pallone sulle dune di sabbia davanti alla nostra porta scaturisce il gol della bandiera per Campobasso. Tre a uno è il risultato finale che ci consente di giocare la finale per il quinto e sesto posto.
Nella seconda semifinale del nostro raggruppamento, Bologna si sbarazza facilmente di Torre del Greco nella gara più lunga del torneo, incominciata la sera prima a cena con cori e sfottò senza frontiere.
Attorno a mezzogiorno (di fuoco per la temperatura che sfiorava i trenta gradi) scendiamo in campo con l’ avversario storico che speravamo di trovarci di fronte: la sezione di Bologna. Anche nel calcio che conta quando l’ obiettivo principale sfuma, il derby diventa la gara che può dare un senso ad una stagione, di conseguenza affidiamo tutte le nostre residue risorse psicofisiche a questo obiettivo minore, ma che per noi in questo momento è tutto.
L’ avversario è solido e la gara si regge in equilibrio fino al quindicesimo, quando Ivan Capelli taglia in mezzo per Andrea Piccoli che si invola verso la porta e batte il portiere in uscita tra le proteste dei bolognesi per un presunto fuori gioco. A pagare per queste proteste è il loro “straniero”, un simpatico brasiliano che viene prima ammonito dall’ arbitro Bianchini e poi richiamato in panchina per lo stesso motivo dal suo allenatore che nell’ occasione da un importante segnale censurando la condotta del suo associato.
Bologna è ferita ma non ci sta a perdere, e la reazione non si fa attendere anche se la nostra porta non viene mai insidiata seriamente. Ma è un altro taglio perfetto, a cinque minuti dal termine, a decidere la gara. Questa volta però il taglio è targato Bologna, e l’ attaccante rossoblu a tu per tu con il sottoscritto viene affrontato e steso in area. Rigore e giallo per me, anche se devo dire in tutta onestà di aver toccato il pallone prima dell’ avversario che, vistosi allungare la traiettoria della sfera, ha cercato e trovato il contatto con il mio corpo.
Dal dischetto Bologna non sbaglia e proprio dal dischetto si decideranno le sorti dell’ incontro perchè allo scadere il risultato è ancora fermo sull’ uno a uno. Sono tanti i ricordi che mi affollano la mente prima di piazzarmi tra i pali: in primis la finale per il primo posto 2006 persa al torneo di Nichelino contro Torino, e poi la finale per il terzo posto (anche se non ero io tra i pali) persa contro Verona al primo memorial Pavirani, e perché no la finale a calcetto persa una quindicina di anni fa proprio contro Bologna nel torneo di inaugurazione della loro nuova sede. In tutte e tre le occasioni il dischetto ci è stato fatale. Quel dischetto che rievocava nella mia mente solo brutti ricordi, oggi era ancora li pronto a dividerci dall’ ennesimo agoniato traguardo.
Tiriamo noi per primi e dopo i primi quattro rigori siamo in parità per averli trasformati tutti. E anche il nostro quinto entra in rete. In quel mentre capitan “Moro” mi passa innanzi e mi sussurra all’ orecchio la parola magica: “battezza un angolo e buttati senza pensarci”. I secondi scorrono interminabili come la scena di un film al rallentatore, mi giro verso l’ interno della porta e getto via il cappellino come faceva il “pirata” con la bandana prima dell’ assalto in salita, mi piego sulle ginocchia e sento l’ incitazione dei compagni che sale: “vai gatto paralo” (n.d.s. gatto è il soprannome attribuitomi giovedì pomeriggio a Villa Silvia dai calciatori del Cesena per le mie doti acrobatiche). Osservo il mio avversario e leggo nei suoi occhi il carico di responsabilità e la tensione. La sua rincorsa parte con il corpo alla sinistra del pallone e io ho già deciso che tirerà sulla mia destra. Parte il tiro volo sulla destra e dopo pochi attimi sento il pallone finire la sua corsa contro i miei guantoni: “è fatta!”.
Cesena batte Bologna sei a cinque, e ancor prima di rendermene conto, vengo travolto dai miei compagni che mi spingono in fondo alla rete esultanti di gioia. Sono contento più per loro che per me, sono felice di aver messo il mio sigillo personale a questo successo.
Nella finale per il primo e secondo posto, la sezione di Battipaglia supera Nichelino per due a zero, mentre Faenza si aggiudica il terzo posto superando Mantova.
Il capitano della squadra vincitrice ritira il trofeo direttamente dalle mani della signora Pavirani, vedova del compianto collega Giancarlo, e il tutto si conclude con un buffet servito nel piazzale antistante gli spogliatoi.
A chiusura del mio diario da Bellaria, voglio fare due considerazioni personali. La prima riguarda la presenza di nostri associati non direttamente impegnati nel torneo o nella sua organizzazione che è stata pressoché inesistente. Il vantaggio di giocare a pochi chilometri da casa unito al forte messaggio associativo che il nostro presidente ha cercato di trasmettere in questo triennio, avrebbe dovuto muovere una montagna, invece la rappresentanza della sola famiglia Pavirani alle premiazioni, superava di gran lunga (il doppio per la precisione) quella dei nostri associati.
La seconda è una dedica personale a mister Marengo che nonostante il delicato momento familiare, ha voluto essere con noi per darci il suo calore e i suoi preziosi consigli che ritengo fondamentali prima di scendere in campo. Non vuole essere una polemica, ma chi ha “disertato” il torneo dopo aver dato la sua disponibilità dovrebbe scusarsi con chi in un momento drammatico della propria vita, ha saputo con grande dignità mettersi a nostra disposizione. Questa è una scelta d’ amore che solo un “Uomo” può fare, questo è un gesto che porterò tra i ricordi più cari della mia vita in sezione.
Classifica finale del 2° memorial "G.Pavirani"
1° Battipaglia 2° Nichelino 3° Faenza 4° Mantova
5° Cesena 6° Bologna 7° Campobasso 8° Torre del Greco
9° Forlì 10° Ravenna 11° Lugo 12° Isernia
13° Città di Castello 14° Arco 15° Modena
Le pagelle di Andrea Piccoli (in Ziliani)
ARIENTI: Incolpevole sui gol subiti. Preciso e puntuale nelle uscite. Regala con un miracolo ai rigori il 5° posto alla Sezione di Cesena.
Voto 8,0. Decisivo!
BRASEY: Terzino destro vecchio stampo.. Vecchio per l’età ovviamente! Non commette sbavature e compie con estrema diligenza il suo compito.
Voto 6,5. Diligente!
MORETTO: Nonostante gli anni passino e la sua maglia diventi sempre + attillata il nostro Capitano non molla mai.
Voto7,5. Intramontabile!
GIORGETTI: Pronti e via..cartellino rosso per il centrale + bello del torneo! Mezzo voto in più per come organizza, nonostante i mille impegni, il pranzo per Cesena del sabato.
Voto 6,5. Impegnato!
ISACCO: Rivelazione delle amichevoli inizia nel modo + difficile il torneo. Ripresosi dalla batosta iniziale offre sicurezza e futuro alla fascia sinistra della nostra squadra.
Voto 6,5. Coraggioso!
MATERAZZO: Il combattente sardo inizia a scontrarsi contro l’avversario + duro..l’anagrafe! Grintoso in campo e filosofo fuori.
Voto: 6,0. Concreto!
BERTOZZI: Ricorda una giovane punta di Cesena.. Fa tardi alla notte e si presenta in campo in condizioni pessime! Mezzo voto in + x il gol.
Voto: 6,5. Fumoso!
GIANNESSI: Il pendolino di Savignano accusa il colpo quando non riesce a superare in velocità un pluri pensionato di Isernia! Magari tutti avessimo la sua carica in campo.
Voto 7,0 Grintoso!
CAPELLI: E’ uno dei pochi che non gioca x caso. Segna 3 reti mettendo in evidenza classe e sciaccallaggio!
Voto: 7,0. Raffinato!
PICCOLI: Segna 4 goals. Il "tentativo" di rovesciata contro Campobasso sarà la copertina dell’album Panini 2007-2008.
Voto: 7,0. Acrobata!
VISANI: Gli è mancato solo il gol. Tante sponde e movimento per colmare la staticità dell’altra punta.
Voto: 6,5. Roccioso!
FIORAVANTI: E’ il jolly della squadra. Per esigenze di formazione cambia 15 ruoli in 3 partite! L’insufficienza è figlia solo della sua assenza domenicale.
Voto: 5,5. Poliedrico!
SANTONI: Rientra da poco in Sezione e subito si aggrega al gruppo. Ha un sinistro preciso e tagliato col quale realizza con estrema freddezza il rigore contro Bologna.
Voto: 7,0. Cinico!
BERLINI: Sabato arriva tardi al campo.. Domenica non si presenta con la scusa dell’insolazione. Gioca un breve scampolo di gara conro Modena.
Voto: 5,5. Assenteista!
ANDREOLI: Sulla fascia sinistra da ritmo e spinta alla squadra. Davanti al portiere preferisce farsi abbattere piuttosto che segnare.
Voto: 6,5. Masochista!
BALDINI: Si piazza in mezzo al campo e fa girare ogni tanto il pallone e ogni tanto le palle ai compagni! Se ci fossero 2 palloni sarebbe perfetto!
Voto: 6,5. Ingordo!
MISTER MARENGO: Meriterebbe di vincere il torneo x tutta la passione e impegno che destina alla squadra. E invece gli tocca vedere 11 caproni egoisti!
Voto: 10 e lode. Esemplare